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56° RALLY DEL FRIULI VENZIA GIULIA

C'erano sei portacolori della MRC Sport al Rally del Friuli Venezia Giulia, manifestazione giunta alla 56esima edizione e valida come quinta tappa del campionato italiano WRC. Epicentro a Cividale del Friuli, che ha ospitato l'evento venerdì 20 e sabato 21 agosto con le 6 prove speciali tutte nella seconda giornata, per un totale di 98,14 chilometri cronometrati su 274,44 km di percorso complessivo tra strade asfaltate delle Valli del Natisone. La gara era valida anche per la Coppa Rally di 4^ Zona ACI Sport, come quarto round tra Veneto e Friuli della corsa di qualificazione verso la Finale Nazionale, in programma ad ottobre nel prossimo Rally Città di Modena.Undicesimo posto assoluto per l'equipaggio turco formato da Burak Çukurova e Burak Akҫay su Skoda Fabia, al quale si sono aggiunti l'identico piazzamento di gruppo R e di classe R5. “E' andato tutto bene, l'auto era meravigliosa – ha raccontato lo stesso Cukurova – potevamo anche entrare tra i primi dieci, ma va bene così. In questo rally le prove sono sempre molto belle ed impegnative, io lo corro per la terza volta e ad ogni edizione miglioro. Il mio obbiettivo è ritornarci anche il prossimo anno. Questa volta c'erano una trentina di R5, metà dei quali erano equipaggi che abitano in provincia di Udine e che quindi conoscono queste strade a menadito. Noi comunque ci siamo difesi bene. Devo ringraziare per il supporto la MRC Sport, la RB Motorsport e la Yokohama Gomme”.  Roberto Bertolutti, formava una inedita coppia con Miriana Gelasi alle note su Skoda Fabia, arrivando 19esimo in classifica assoluta, 18esimo di gruppo R e 17esimo di classe R5. “E' stata una gara difficile, condizionata anche dal gran caldo – ha commentato – erano tanti anni che non facevo una competizione così tosta ed ero all'esordio con una nuova navigatrice. Non avevo velleità di classifica, mi interessava solo arrivare in fondo e ritrovare il giusto feeling, perciò sono andato via tranquillo senza pestare troppo sull'acceleratore. Il bilancio del week end è senza dubbio positivo”. Un altro tandem turco, quello composto da Daghan Ünlüdogan e da Burak Koçoglu su Renault Clio S1600 ha chiuso la gara al 34esimo posto assoluto, quinto di gruppo A e quarto di classe S1600. “Abbiamo avuto problemi con i freni nella prima e nella seconda speciale – ha spiegato il pilota – fortunatamente siamo riusciti a risolverli e ad arrivare in fondo. La gara ci è piaciuta molto; speriamo di ritornarci anche il prossimo anno”. Christian D'Agnolo era in coppia con Eneo Giatti, sempre su Skoda Fabia. Per loro un 39esimo posto nella assoluta, 26esimo di gruppo R e 19esimo di classe R5. “Avevamo un compito, quello di sviluppare i pneumatici Yokohama – ha raccontato il pilota di Vivaro – e devo dire che sotto quel punto di vista la nostra partecipazione è stata un successo. Era la prima volta che provavo questa macchina sull'asciutto da un sacco di tempo e devo dire che i progressi sono stati enormi, i tempi sono lì a dimostrarlo. Peccato per i due errori che ho commesso nella prima prova speciale, frutto di banali distrazioni, che mi sono costati ben 3 minuti. Aldilà di questo siamo migliorati moltissimo nella conoscenza del mezzo”.  60esimo posto nella classifica assoluta e 34esomo in quella di gruppo R, ottavo in classe R2B per la coppia Kevin Del Mistro – Eros Zanetti su Peugeot 208. “E' andata bene – ha spiegato il giovane pilota di Maniago – era il mio quarto rally in assoluto, ci serviva per fare esperienza e chilometri. Ancora non guardiamo i tempi, ma alla crescita complessiva. E' stata una gara difficile, impegnativa, ma siamo soddisfatti. Ora cercheremo di partecipare anche al Rally delle Dolomiti il prossimo 3 ottobre per chiudere la Coppa di zona”. E' stato invece costretto al ritiro il terzo team turco, quello composto da Ogün Okat e Cem Bakancoluklari su Peugeot 208. “Era la mia quinta esperienza in assoluto nel mondo dei rally – è stata la chiosa di Okat – sono venuto in Friuli solo per fare esperienza. Peccato che abbiamo avuto un problema nella lettura delle note e siamo usciti di strada al decimo chilometro della prima speciale. Un grande dispiacere, ma torneremo sicuramente in Italia a breve. Qui il livello è molto alto, ideale per crescere dal punto di vista agonistico”.

 

Piergiorgio Grizzo


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